Daniela 12-5-2010 Mathesis singularis (R. Barthes)

12/05/2010  Letteratura italiana II Relazione di Daniela Alvarado

Mathesis singularis (R. Barthes)

 

         Non esiste metodologia, Andrea difende questa idea sulla base di quanto afferma Roland Barthes, critico francese (La chambre chaire http://www.faap.br/revista_faap/revista_facom/facom_16/ronaldo.pdf  ) che parla della storia della fotografia.   L’immagine come tentativo di sovrapporsi alla lettura o stabilire comunque un dialogo. Barthes sostiene un suo concetto che deriva dal latino:  “Mathesis singularis” che il tema è singolare ed unico ed è dal testo (o tema) specifico che la metodologia viene costruita. E questo significa che il metodo deve essere tanto singolare quanto il tema.  Detto in altre parole: se esaminiamo un determinato testo con un metodo preconcetto  (un metodo stabilito prima) l’interpretazione obbedirà al ‘metodo’ non al testo. Ci sono, in principio tre prospettive di lettura, o tre approcci:

-lettura ‘lettetterale’, cioè partendo dal presupposto che iltesto “dica” qualcosa di univoco.

– lettura contestuale, cioè confrontando il testo con un contesto (intertestuale, storico, sociologico, biografico)

– letttura  mistica, cioè pensare che è il testo a parlare e non il lettore.

         Cioè, l’insieme degli elementi deve essere sempre, e fondamentalmente, basata sul testo (sempre dipenderà del testo). Un testo letterario non è  un testo letterario e giornalistico cioé non vuol dire qualche cosa determinata (non esiste un messaggio). Il testo si presenta come un corpo per essere esaminato, desiderato, amato opure odiato. Perchè il presupposto fondamentale è che il lettore ci sia con anima e corpo ( il lettore deve avere un rapporto profondo con il testo).

         La letteratura  è basata su aporie cioé, contraddizioni insanabili, una forma per mettere in luce tensioni estreme, ossia, metodo viene da methodein (cammino/ percorso). Il cammino ( metodo di lettura) di un testo viene dal testo stesso ( deve essere scoperto nel testo stesso, una emanazione del testo).

         Ci sono due criteri che possono stabilire un punto di referimento, per la cornice dell´ interpretazione: un criterio è la pertinenza. Cioè pertinenza è caratteristica di un legame  con la materialità del testo (un legame plausibile che può essere argomentato e documentato): una citazione, per esempio.

         Secondo criterio: il testo critico, in principio, deve essere produttivo, cioè creare un ipotesi nuova, creativa, originale di lettura. La prova della novità sta in principio in un effetto estremo: il testo critico nuovo dovrá resultare indispensabile per l’analisi del testo originale. Il testo critico nuovo deve risultare piu forte.

 

http://www.sciacchitano.it/Pensatori%20epistemici/Benjamin/Il%20compito%20del%20traduttore.pdf ( testo do Walter – “Il compito Del treduttore”)

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