Cristina Il Rinascimento 5-5-2010

Il Rinascimento

(continuazione)

Cristina 5-5-2010

L’inconscio è formato secondo la psicanalise da quello che viene represso (volontariamente) e rimosso (recalcado, em port.) e viene conservato in un ambito della memoria che possiamo definire  involuntaria, per esempio: 1- un trauma (rottura che provoca un eccitazione con un potenziale superiore alla capacità di assorbimento limite); 2- una bomba – si tratta di un fatto (suono, accadimento, impatto, effetto sanguinoso) che è superiore a quello che la nostra psiche è capace di assorbire. Il trauma (in principio) cancella la parte rappresentabile della memoria ed è poi la principale causa dei sintomi nevrotici: la ripetizione (nevrotica) di un atto, di un movimento, di un tic, fobie (sindrome del panico, claustrofobia, ecc.), balbettio (gagejar) ed anche vuoti di memoria. L’ipotesi di Sigmund Freud (nel suo testo: in Al di lá del principio del piacere) è che la memória rimossa dell’elemento traumatico può essere elaborata successivamente. Infatti, la sessione psicanalitica si basa sull’ipotesi che una regressione “cronologica” affettiva può essere realizzata. Il paziente può “regredire” e ricostruire la scena in cui il trauma è accaduto. Il presupposto dell’analisi è considerare che l’espressione o la rappresentazione tramite parole può modificare una situazione che si trova paradossalmente nel passato. Il presente psicanalitico puó cambiare il nostro passato e è quindi influenzare il nostro presente, migliorandolo. Del resto, possiamo ammettere che ognuno di noi tende ad assumere la memoria del proprio passato che gli conviene, tramite un meccanismo di interpretazione e reinterpretazione. La memoria del passato è arbitraria perché è fatta di interpretazione e reinterpretazione, questo vale per le persone e lê epoche (e vale per i testi letterari!).

Il Rinascimento (secondo Andrea) viene vista in una forma idealizzata, come l’epoca d’oro: l´ideale di un continente che è nato in una grande catastrofe (le guerre di allora per l´egemonia in Europa fra Francia e Spagna e Germania, e in precedenza fra papato Chiesa) e ha provocato grandi catastrofi nel mondo (Africa, America e Asia). Secondo

 

Walter Benjamin nelle sue Tesi sulla storia:  “Non c´è mai stato un monumento della cultura che non fosse anche un monumento della barbarie. E così come la cultura non è priva di barbarie, così non lo è anche il processo di trasmissione della cultura”.

 

Il testo di Benjamin si scaglia in maniera violenta (e ironica) contro l’idea positivista del flusso storico e della ricostruzione “scientifica” e “oggettiva” della storia. Una frase famosa (che viene ripresa da Benjamin) era stata pronunciata da Leopold Von Ranke, uno storico positivista:  “Ricostruire la storia così come è stata veramente” Si intende che questo veramente  è arbitrario e impossibile (da che punto di vista? Esiste un veramente, cioè un´unica verità  delle cose, dei fatti, del mondo?).

Secondo il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche “non ci sono fatti ma solo interpretazioni”,

ossia, tra parole e cose, tra mondo e sua rappresentazione, tra percezione e interpretazione il legame è arbitrario. Ferdinand de Saussure, dopo pochi anni, confermerà l’arbitrarietà del linguagio.

Uno storico dell´arte, Erwin Panowsky, sostiene la tesi che non esiste un unico Rinascimento, ma ne esistono vari (un Rinascimento del 1100; del 1300, e poi del 1450 che dura in principio fino al 1600).

(Secondo Andrea) Non esiste una definizione unica, perchè la risposta dipende sempre della formulazione della domanda. Dice che “non ha senso domandarsi se il problema ha o no la sua soluzione. Occorre invece cercare sempre la soluzione che il problema necessariamente ha” (cioè: ogni problema ha una sua soluzione. Se mi chiedo se può non avercela, indebolisco la mia ricerca). Difatto, pensare che esiste un unico Rinascimento, o che esistono più Rinascimenti modifica sostanzialmente la nostra visione. Dobbiamo pensare nel tempo di adesso (che è una visione di Walter Benjamin); la rottura è un concetto interessante se viene applicato a un sistema nel suo insieme. Negare – come fanno alcuni studiosi – che è esistito un unico Rinascimento (magari con tanti momenti di prepararazione) nega il valore della rottura in sé. Studiare l´esistenza di tanti Rinascimenti diversi  può aumentare l´interesse per micro-elementi presenti nella storia passata, in momenti non “grandiosi” dellastoria, ma evita di pensare la storia “nel suo insieme”.

Andrea dice ancora che  “la lettura della letteratura per analogia si fonda su concetto di catastrofe, cioè rottura, perchè letteratura è rappresentazione di una esperienza nuova e radicale con strumenti linguistici e stilistici nuovi e radicali. Letteratura è rappresentazione della catastrofe”.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...