Patrick 28 aprile 2010 Rottura e storia

un´immagine che Walter Benjamin ha commentato e resa famosaRottura e storia

É possibile pensare un approccio alla storia non più dal punto di vista cronologico (la vecchia visione cronologica dei dati, quella che i francesi hanno chiamato evenementiel, cioè legata ai meri avvenimenti esterni). Ma neanche una storia legata alla lunga durata (una espressione dello storico francese Braudel.

Esiste la necessità di definire una concezione della storia, che non sia marxista, legata alla dialettica fra forze produttive e sovrastruttura. Certo, esistono visionei della storia interessanti, legate alla psicanalisi (Michel De Certeau, per es.). Ma si ´púó pensare alla storia (la cui etimologia è ricerca) come un flusso che forma dei grumi, delle zone più dense che, aloro volta, si addensano sempre più fino a esplodere (per l´incapacità che ha un determinato sistema di riuscire a amministrare situazioni sempre più complesse). L’idea è che esistono dei momenti di rottura epistemologica (del sistema di pensiero) che possono coincidere con una rottura del contesto materiale. Ossia: in una determinata siatuazione di sviluppo dell´economia (della ricchezza, dell´afflusso di cervelli e geni da tutte le parti del mondo, come avveniva a Firenze tra il 1300 e il 1500) si verificava uno sviluppo senza pari delle arti (pittura, scultura, musica), della letteratura, della filosofia, della traduzione, ecc. Questa coincidenza (fra sviluppo dell´economia e del pensiero) non è però necessaria. La rottura puó avvenire nella storia del pensiero anche indipendentemente dallo sviluppo dell´economia. E Viceversa: lo sviluppo dell´economia può dipendere da varie contingenze.

Prendiamo in esame vari piani della conoscenza: nella pittura (prospettiva, che imprime una direzione determinata alle arti figurative, coniando la nozione di realismo che è valida fino ad oggi), nella musica (la scala ben temperata,  che permetterà la permuitazione dei suoni e la modulazione, cioè uno sviluppo senza pari), nella letteratura (espressionismo letterario) e anche nella filosofia e scienza política ( un metodo “scientifico” separato della visione della Chiesa) avviene una rottura. Questa rottura è un effetto del cambiamento della società e influisce sulla società causando una rottura ancora maggiore.

Si può affermare d´altra parte che lo sviluppo europeo dipende …dalla sua anarchia (e non necessariamente dalla sua grande tecnologia o grande cultura). Il tarlo che movimenta questa rottura è legato ad una estrema libertà che penetra in Europa, tramite l´esifgenza di dare libertà al commercio, alla navigazione e… quindi, al pensiero (allo studio astronomico, scientifico, ecc.) .

Gli ebrei rappresentano un legame con il sorgere dell’alfabeto. Dobbiamo considerare che tutti gli alfabeti hanno un´unica origine e derivano dall’alfabeto fenicio. Un libro molto interessante  che parla del legame che esiste fra visione della “cultura del libro” (ebraica) e tradizione occidentale è Cabala e critica”, di Harold Bloom, e che difende giustamente la tesi che la cabala è una teoria della lettura. In epoca medievale, infatti, il lettore di testi è legato al una visione religiosa. Il lettore cabalista (che ha una qualche legame con la magia o con la trasformazione del mondo) basa tutta la sua forza sul carattere alfabetico della scrittura ebraica (e occidentale)

Inprincipio, si può difendere la tesi che ci sono tre livelli di rappresentazione delle parole:  una letterale: le parole dicono quello che sembrano voler dire (ciò che viene affermato dai dizionari). Contestuale: le parole dicono qualcosa in rapporto a un contesto (storico, psicologico, linguistico…); mistico: riflette una visione “fuori di sé” ossia: le parole sono staccate dalla necessita di dire e quindi riflettono su sé stesse, sulla propria tradizione della scrittura.

Pensare allo spazio che si riduce ad un punto è un controsenso (le due parallele che si incontrano all´infinito). Si deve tener presente il nome di Leon Battista Alberti, che ha scritto un trattato sulla pittura,  in latino: De Pintura. Un altro nome importante è quello di Filippo Brunelleschi, che, tra le mille altre cose, ha disegnato e cominciato a costruire la cupola del duomo di Firenze ed è il protagonista della Novella del Grasso. Questa  novella rappresenta l’effetto dell’introduzione della prospettiva. Per quanto riguarda la musica, nel 1680 viene introdotto un sistema di dodici semitoni, che sono stati regolati artificialmete (non naturalmente).  Possiamo dire che da allora sentiamo sempre i suoni distorti ! E dall´epoca della prospettiva vediamo le cose distorte. E dall´epoca del Rinascimento: leggiamo in maniera diversa (distorta?) .

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